Da SVG a un file appliqué pulito in Hatch 3 + CorelDRAW GEM (Fissaggio Blanket + contorno Redwork)

· EmbroideryHoop
Questa guida operativa mostra come passare da Hatch Embroidery 3 alla modalità Graphics di CorelDRAW tramite GEM, importare un SVG, “taggare” una forma vettoriale specifica come oggetto Appliqué, convertire tutto in ricamo e poi rifinire i punti di fissaggio e di contorno (Blanket + Redwork), verificando infine la sequenza di cucitura con Stitch Player. Lungo il percorso chiariremo anche i tipici intoppi “perché GEM non si collega / non vedo le icone?”, come evitare sorprese dell’auto-conversione e come preparare il sew-out reale affinché l’appliqué risulti pulito e stabile sul tessuto.
Dichiarazione di copyright

Solo commenti a scopo di studio. Questa pagina è un appunto/una spiegazione basata sull’opera originale dell’autore (creatore). Tutti i diritti appartengono all’autore originale. Non effettuiamo ri-caricamenti né distribuzione non autorizzata.

Se possibile, guarda il video originale sul canale dell’autore e sostienilo con l’iscrizione al canale. Un clic aiuta a migliorare i prossimi tutorial, la qualità delle riprese e i test pratici. Puoi farlo con il pulsante “Iscriviti” qui sotto.

Se sei il titolare dei diritti e desideri correzioni, attribuzioni aggiuntive o la rimozione di parti, contattaci tramite il modulo di contatto del sito: interverremo rapidamente.

Indice

Configurare l’interfaccia Hatch CorelDRAW GEM

Se digitalizzi già in Hatch ma ti ritrovi a saltare tra più software grafici, questo flusso di lavoro serve a eliminare il “doppio lavoro” e l’attrito mentale che ne deriva. In tanti casi il problema non è l’arte del disegno, ma l’ingegneria del passaggio da grafica a punti.

In questa guida in stile “white paper” vedrai come Hatch Embroidery 3 e il CorelDRAW GEM lavorano come un ecosistema unico: importiamo un SVG nell’ambiente Graphics, tagghiamo una forma come appliqué (passaggio tecnico decisivo), convertiamo in punti e rifiniamo i tipi di punto (Blanket e Redwork) prima ancora di arrivare alla macchina.

Title card displaying 'Hatch Embroidery 3 GEM CorelDRAW' with a colorful peacock design.
Introduction

Cosa imparerai (e perché è importante)

Passerai da “speriamo che venga bene” a “so già come cucirà” padroneggiando:

  • Cambio interfaccia: passare da Hatch Embroidery alla grafica CorelDRAW con il pulsante Graphics.
  • Igiene del vettoriale: importare un SVG (nell’esempio un uccellino) e valutarne l’idoneità alla conversione in punti.
  • Tag Appliqué: pre-tag di un oggetto vettoriale per ottenere un vero oggetto appliqué (Posizionamento -> Fissaggio -> Copertura) invece di un riempimento.
  • Rifinitura punti: impostare il tack-down su Blanket e convertire i piccoli oggetti a punto di corsa in Redwork per un risultato più “professionale”.
  • Prova digitale: controllare la logica in Stitch Player per prevenire errori reali in produzione.

Confusione tipica in fase di setup (dai commenti)

Un punto di frustrazione ricorrente per chi inizia è la “sindrome delle icone mancanti”: diversi utenti chiedono perché “non vedono l’opzione ricamo” o come collegare Hatch e CorelDRAW. Chiarimento pratico: l’integrazione non è automatica solo perché possiedi entrambi i programmi. Serve una licenza attiva specifica Hatch CorelDRAW GEM.

Se nella barra strumenti non compaiono le icone Graphics e Convert, trattalo come un problema di licenza/instal­lazione (gerarchia di componenti), non come errore operativo. Inoltre, dalle risposte ufficiali nei commenti emerge che il GEM in genere include una licenza CorelDRAW Standard, quindi spesso non è necessario acquistare separatamente una “suite grafica pesante”.

Close up of the Hatch toolbar highlighting the 'Graphics' and 'Convert' icons.
Tool explanation

Controllo rapido “il mio sistema è pronto?”

Prima di digitalizzare, fai questo check pre-volo per risparmiare ore:

  • Controllo visivo: in Hatch (modalità Embroidery) individua le icone Graphics e Convert nella barra orizzontale superiore.
  • Controllo versione: se usi Hatch 3, assicurati che il componente CorelDRAW GEM sia aggiornato e coerente con l’installazione. Le combinazioni “versioni legacy” sono una causa frequente di mancata integrazione.
  • Azione: se le icone sono disattivate o assenti, fermati. Evita workaround con export/import manuali: perdi la logica del collegamento “live” del GEM e ti ritrovi con file più difficili da correggere.

Avvertenza: non iniziare un flusso di conversione finché non riesci a vedere in modo affidabile le icone Graphics/Convert e ad aprire l’interfaccia Graphics. Altrimenti finirai per “aggiustare” a mano file che non sono passati dalla pipeline corretta, con punti sporchi e poco modificabili.

Importare grafica SVG per il ricamo

Quando clicchi Graphics, Hatch cambia marcia: la griglia sparisce e entri nell’interfaccia CorelDRAW che gira dentro Hatch. Sei su una tela bianca: considerala il tuo “tavolo da disegno” prima di entrare nella “sala cucito”.

The blank white canvas of the CorelDRAW user interface running inside Hatch.
Interface swtich

Step 1 — Passa in modalità Graphics

  1. Trova il comando: in Hatch (Embroidery) clicca Graphics.
  2. Conferma il cambio: l’interfaccia passa dalla griglia grigia di Hatch alla tela bianca in stile CorelDRAW. Le barre strumenti cambiano: da proprietà punti a strumenti vettoriali.

Checkpoint: devi vedere il layout CorelDRAW (righelli, toolbar vettoriali e pagina/tela bianca).

Step 2 — Importa il tuo SVG

  1. Seleziona lo strumento Import (icona freccia verso un foglio).
  2. Vai al file SVG sorgente (nel video “Bird.svg”).
  3. Clicca per posizionarlo sulla tela.
File import dialog window showing the selection of 'Bird.svg'.
Importing file

Checkpoint: il vettoriale appare sulla tela. Verifica che gli oggetti siano raggruppati in modo sensato.

The pink bird vector graphic loaded onto the CorelDRAW canvas.
Graphic loaded

Nota da laboratorio: scegli SVG che si convertono “puliti”

Non tutti i vettoriali sono uguali. Nei commenti qualcuno chiede un “buon sito” per SVG: il video non consiglia fornitori specifici, ma la regola pratica resta: più complessità nel vettoriale = più caos nei punti.

Per una conversione fluida (e un sew-out sicuro):

  • Tracciati chiusi: il “pezzo di tessuto” dell’appliqué deve essere una forma unica e chiusa.
  • Separazione: le linee decorative devono essere oggetti separati dalla forma base.
  • Igiene delle dimensioni: evita micro-dettagli (sotto 2 mm). Nel ricamo diventano facilmente grovigli o punti instabili.

Suggerimento operativo: se lavori in produzione, pulisci il vettoriale prima dell’import: elimina livelli nascosti e riduci sovrapposizioni inutili. Questo rende la conversione più prevedibile e riduce tempi di correzione.

Taggare i vettori per la conversione automatica in Appliqué

Qui c’è la “salsa segreta”. Molti principianti saltano questo passaggio e ottengono un riempimento. Selezionando l’oggetto che deve diventare tessuto (nel video la forma rosa piena) e applicando il tag, stai dicendo al software di usare le regole di “ingegneria” dell’appliqué.

The solid pink background shape of the bird is selected, isolated from the outline data.
Object selection

Step 3 — Seleziona la forma dell’appliqué (solo il pezzo tessuto)

  1. Usa lo Selection tool (freccia nera).
  2. Clicca il singolo oggetto vettoriale che costituisce la base geometrica dell’appliqué (la forma rosa).

Checkpoint: solo quella forma mostra le maniglie di selezione. Assicurati di non aver selezionato anche i dettagli del contorno.

Step 4 — Tag as Appliqué

  1. Con la forma attiva, trova il pulsante Tag as Appliqué nella toolbar dedicata.
  2. Cliccalo. Visivamente può non cambiare molto, ma hai appena inserito metadati nell’oggetto.
Mouse cursor clicking the 'Tag as Appliqué' button in the top toolbar.
Applying property tag

Risultato atteso: il sistema è “programmato” per generare tre livelli per quella forma: Posizionamento, Fissaggio (tack-down) e Copertura.

Perché il tag è decisivo (per evitare la trappola)

Senza tag, Hatch vede un vettore rosa e pensa: “riempio con punti tatami”. Il risultato è una toppa rigida e sovraccarica di punti. Il tag cambia l’istruzione in: “non riempire; crea una struttura di bordo per applicare tessuto”.

Controllo di realtà: le scelte di digitalizzazione devono reggere in telaio

Il software è preciso; la fisica no. Nel sew-out reale il tessuto si muove, si ritira e reagisce alle perforazioni dell’ago.

Se il tessuto si sposta anche di 1 mm tra il punto di posizionamento e il tack-down, la copertura (satin) può non prendere il bordo, lasciando sfilacciare o sollevare l’appliqué: uno dei problemi più comuni per chi inizia.

Per ridurre il rischio in pratica:

  • Metti in telaio lo stabilizzatore in modo ben teso e uniforme.
  • Evita angoli troppo acuti nel disegno: lì si accumula densità e aumentano rotture ago.

Nota produzione: se fai appliqué ripetuti (es. 50 maglie), il ciclo “metti in telaio, misura, correggi, rimetti in telaio” è dove perdi tempo e margine. In questi casi molti laboratori affiancano al flusso digitale una stazione di intelaiatura magnetica per rendere l’allineamento fisico coerente con quello a schermo e ridurre l’errore umano.

Personalizzare i punti: Blanket e Redwork

Ora lasciamo l’ambiente Graphics e torniamo in Embroidery per rifinire il “carattere” del ricamo.

Step 5 — Converti tutta la grafica in ricamo

  1. Seleziona tutto: trascina un riquadro attorno all’intera grafica (forma appliqué + dettagli).
  2. Esegui: clicca Convert.
All vector objects (pink shape and black lines) are selected together.
Preparing for conversion
Mouse clicking the 'Convert' (Artwork to Embroidery) button.
Converting files

Checkpoint: la tela bianca sparisce. Sei di nuovo in Hatch. I vettori sono sostituiti da punti generati.

Risultato atteso: bordo satin attorno alla forma e punti di corsa per i dettagli.

The converted design appearing in the Hatch Embroidery interface, showing stitches instead of vectors.
Conversion result

Step 6 — Regola le impostazioni appliqué in Object Properties

La conversione di default spesso crea Copertura Satin e Tack Zigzag. Nel video si modifica per ottenere un’estetica specifica.

  1. Fai doppio clic sull’oggetto appliqué per aprire Object Properties.
  2. Trova le impostazioni Appliqué.
  3. Imposta Tack stitch type su Blanket.
  4. Inserisci i dati del video:
    • Lunghezza punto: 2.50 mm
    • Spaziatura punto: 3.00 mm
  5. Verifica che la Copertura sia Satin.

Nota pratica (senza cambiare i dati): 2,50 mm e 3,00 mm danno un Blanket arioso e leggibile. Se il tuo tessuto tende a sfilacciare, in genere la prima cosa da valutare è una spaziatura più fitta; fai comunque riferimento alle tue prove e alle esigenze del materiale.

Object Properties panel open on the right, displaying Appliqué settings.
Adjusting settings
Changing the Tack stitch setting from 'Zigzag' to 'Blanket' via dropdown menu.
Modifying stitch type

Checkpoint: l’anteprima si aggiorna subito. Dovresti vedere la struttura “a pettine” tipica del Blanket.

Step 7 — Converti i piccoli oggetti a punto di corsa in Redwork

Il “Redwork” è uno stile di punto di corsa ripassato (andata/ritorno) che crea una linea più marcata, simile al ricamo a mano.

  1. Seleziona le linee di dettaglio interne (run stitches).
  2. Apri Edit Objects / pannello proprietà.
  3. Imposta il tipo contorno su Redwork.
Context menu showing the conversion of selected run stitches to 'Redwork'.
Converting line types

Checkpoint: le linee risultano più “piene” a schermo.

Risultato atteso: i dettagli si leggeranno meglio sul tessuto invece di “sparire” nella trama.

Perché queste scelte funzionano (così puoi adattarle)

  • Blanket: ottimo per un look artigianale; spesso risulta meno “aggressivo” sul tessuto rispetto a bordi molto densi.
  • Satin: il classico bordo pulito da patch; richiede stabilizzazione più curata per l’effetto push-pull.
  • Redwork: fondamentale per i dettagli. Un singolo punto di corsa può perdersi su tessuti con pelo o trama evidente.

Realtà in telaio: più l’intelaiatura è pulita, più questi punti “cadono” dove devono. Una causa frequente di segni del telaio (impronte lucide su capi delicati) è stringere troppo i telai standard per bloccare strati spessi. Per appliqué frequenti, molti passano a telai magnetici da ricamo perché tengono bene il “sandwich” senza la frizione tipica degli anelli tradizionali.

Simulare il ricamo finale con Stitch Player

Non mandare un file in macchina senza guardarlo “cucire” virtualmente. È la tua assicurazione contro gli errori di sequenza.

Step 8 — Avvia Stitch Player e verifica l’ordine

  1. Clicca l’icona Stitch Player (Play).
  2. Regola la velocità per osservare la logica.
Stitch Player simulation showing the first step: the placement line.
Simulation Step 1

Sequenza obbligatoria:

  1. Linea di posizionamento: (run singolo) indica dove mettere il tessuto. Stop.
  2. Tack-down: (Blanket/Zigzag) blocca il tessuto. Stop (di solito).
  3. Rifilo: (se manuale) qui tagli l’eccesso.
  4. Copertura: (Satin) nasconde il bordo vivo.
  5. Dettagli: (Redwork) cuciti sopra.
Stitch Player simulation showing the Blanket stitch tack down being generated.
Simulation Step 2
The final completed simulation of the bird design with Redwork details.
Final result

Checkpoint: se i dettagli cuciono prima della copertura, o il tack-down parte prima del posizionamento, il file non è impostato correttamente.

Risultato atteso: stratificazione logica, step-by-step.

Perché Stitch Player ti salva tempo e capi

In produzione, molti capi rovinati derivano da errori di sequenza (es. cucire dettagli decorativi prima di fissare il tessuto appliqué). Stitch Player è il punto più economico dove intercettare questi problemi.

Prep

Il file è pronto. Ora prepariamo l’ambiente fisico. L’appliqué è 50% digitalizzazione e 50% preparazione rigorosa.

Consumabili “nascosti” e controlli pre-lavoro

Non lasciare che un dettaglio economico rovini un capo costoso. Assicurati di avere:

  • Forbici da appliqué: tipo duckbill o curve, per rifilare vicino al tack-down senza tagliare il capo.
  • Aghi nuovi: per tessuti intrecciati spesso si usa un 75/11 Sharp (non Ballpoint). Un ago consumato spinge il tessuto invece di perforarlo.
  • Adesivo temporaneo: spray o colla stick per tenere piatto il tessuto durante il tack-down.
  • Panno da stiro: per appiattire il tessuto appliqué prima di metterlo in telaio.

Se fai volumi e l’intelaiatura è il collo di bottiglia, valuta se una stazioni di intelaiatura può standardizzare il posizionamento e ridurre rilavorazioni.

Albero decisionale: stabilizzatore + metodo appliqué in base al comportamento del tessuto

Usa questa logica per ridurre arricciature e distorsioni:

1) Il capo base è elastico (T-shirt, felpe, maglia)?

  • SÌ: serve Cut-Away. Il Tear-Away tende a deformare il risultato.
  • NO: vai allo step 2.

2) Il tessuto base è sottile/delicato (seta, cotone leggero)?

  • SÌ: usa uno stabilizzatore termoadesivo sul retro per dare corpo + un tear-away/cut-away sotto.
  • NO: vai allo step 3.

3) Stai lottando con segni del telaio o con strati spessi difficili da mettere in telaio?

Avvertenza: Sicurezza prima di tutto. L’appliqué richiede mani nell’area di ricamo per posizionare e rifilare. Tieni sempre le dita lontane dal percorso dell’ago. Se rifili “in telaio”, assicurati che la macchina sia ferma e non possa partire accidentalmente.

Checklist Prep (fine sezione)

  • Icone: Graphics e Convert visibili in Hatch (GEM attivo).
  • Vettoriale: area tessuto appliqué = forma singola, pulita e chiusa.
  • Metodo: scelta tra Trim-in-place e Pre-cut (Laser/Cricut).
  • Consumabili: ago nuovo installato; forbici da appliqué a portata.
  • Filo: pianifica i punti di stop (cambi colore) per posizionamento tessuto.

Setup

Trasformare il file digitale in istruzioni macchina.

Imposta le aspettative sul design prima di esportare

Nel video la dimensione del disegno è circa 172mm x 168mm (circa 6,8 x 6,6 pollici).

Controllo critico: serve un telaio più grande del 5x7 (130x180mm). Probabilmente ti serve un 8x8 o un 6x10 (200x200mm o più). Ridurre questo design oltre il 10–15% per farlo entrare in un telaio più piccolo compromette densità e resa.

Checkpoint in Hatch (prima di cucire)

  • Identità oggetto: l’oggetto deve risultare “Appliqué” nelle proprietà, non “Tatami” o “Satin Fill”.
  • Parametri: tack-down su Blanket (Lunghezza 2.5mm / Spaziatura 3.0mm) salvo esigenze specifiche.
  • Ordine: Stitch Player deve mostrare: Posizionamento -> Tack -> Copertura -> Dettagli.

Scenario utente: su macchine a un ago, un problema tipico con appliqué grandi è dover rifare l’intelaiatura se il tessuto scivola. Molti cercano un telaio magnetico da ricamo proprio per tenere strati pesanti ben fermi senza la fatica di stringere viti e anelli.

Avvertenza: Sicurezza magneti. I telai magnetici hanno punti di schiacciamento molto forti e possono chiudersi di scatto. Tieni le dita lontane e non avvicinarli a pacemaker, dispositivi medici impiantati ed elettronica sensibile.

Checklist Setup (fine sezione)

  • Dimensione telaio: verifica che il design rientri nel campo di cucitura reale, non solo nella misura fisica del telaio.
  • Percorso punti: esegui Stitch Player ad alta velocità per verificare che non ci siano jump stitch che attraversano la faccia dell’appliqué.
  • Export: salva prima come .EMB (file di lavoro), poi esporta nel formato macchina (.PES, .DST, ecc.).
  • Spoline: assicurati di avere filo inferiore sufficiente; finire il filo a metà tack-down è un incubo.

Operation

Ora si cuce davvero: esecuzione fisica dell’ingegneria digitale.

Sequenza di cucitura (mappata su Stitch Player)

  1. Linea di posizionamento (punto di corsa):
    • Azione: la macchina cuce un contorno singolo.
    • Controllo visivo: linea chiara e continua su stabilizzatore/capo.
    • Azione operatore: spruzza leggermente l’adesivo sul tessuto appliqué e posizionalo sopra la linea, coprendola completamente con almeno 5 mm di margine.
  2. Tack-down (Blanket):
    • Azione: la macchina cuce il Blanket per bloccare il tessuto.
    • Controllo uditivo: cucitura regolare; se senti un “colpo secco”, l’ago potrebbe essere consumato.
    • Azione operatore: rimuovi il telaio (se necessario per la tua macchina) ma non togliere il capo dal telaio. Rifila l’eccesso con forbici da appliqué il più vicino possibile alla cucitura senza tagliare il filo.
  3. Copertura (Satin):
    • Azione: la macchina cuce il bordo spesso.
    • Controllo visivo: il satin copre completamente il bordo vivo del tessuto?
    • Metrica di successo: nessun “pelo”/filo del tessuto che spunta.
  4. Dettagli Redwork:
    • Azione: le linee decorative interne cuciono per ultime.
    • Metrica di successo: definizione netta sopra la texture del tessuto.

Suggerimento orientato alla produzione: riduci i tempi di manipolazione

Se è un progetto hobby, i telai standard vanno bene. Se invece lavori per profitto (10, 50 o 100 pezzi), il collo di bottiglia è spesso l’intelaiatura.

Strategia di scala:

  • Livello 1: forbici migliori + adesivo spray.
  • Livello 2: stazione di intelaiatura hoop master da ricamo per standardizzare il posizionamento dei loghi sulle magliette.
  • Livello 3: SEWTECH macchine da ricamo multiago per ridurre i cambi filo e aumentare la produttività.
  • Livello 4: telai magnetici per ridurre i tempi di carico/scarico.

Checklist Operation (fine sezione)

  • Posizionamento: tessuto copre la linea con margine di sicurezza.
  • Rifilo: tessuto rifilato vicino (1–2 mm) al tack-down senza tagliare i punti.
  • Tensione: nessun filo inferiore bianco visibile sul diritto in Redwork/Satin.
  • Finitura: taglia manualmente eventuali jump stitch per un aspetto pulito.

Quality Checks

Come capire se il risultato è corretto? Usa questi riferimenti pratici.

Obiettivi visivi

  • Controllo “binari”: il satin deve apparire uniforme, parallelo, senza buchi o ammassi.
  • Controllo “pelucchi”: se vedi fili del tessuto che spuntano, non hai rifilato abbastanza vicino o la copertura è troppo stretta.
  • Registro: le linee Redwork devono cadere dove previsto, non spostate di 3 mm.

Obiettivi tattili (spesso trascurati)

  • Caduta: il ricamo deve seguire il capo. Se sembra cartone, stabilizzatore troppo pesante o densità eccessiva.
  • Morbidezza: il retro del ricamo (interno capo) dovrebbe risultare relativamente liscio.

Troubleshooting

Quando qualcosa va storto, usa questa tabella logica per risalire alla causa. Evita di andare “a tentativi”.

Tabella diagnostica

Sintomo Causa probabile Soluzione
Nessuna icona "Graphics" Errore licenza o installazione. Verifica licenza Hatch GEM. Assicurati che CorelDRAW sia installato. Contatta l’assistenza Hatch.
L’appliqué diventa un riempimento Tag Appliqué non applicato correttamente. In modalità Graphics seleziona l’oggetto -> clicca "Tag as Appliqué" -> riconverti.
Rottura ago Densità eccessiva o urto meccanico. Controlla sovrapposizioni nel vettoriale. Verifica che l’ago non tocchi il telaio (specie con telai non standard).
Gap tra bordo e satin Effetto fisico push/pull. Usa compensazione in Hatch (aggiungi 0,2–0,4 mm di larghezza). Metti in telaio lo stabilizzatore in modo stabile.
Segni del telaio (impronte) Frizione del telaio su tessuti sensibili. Prova a vaporizzare per attenuare (non sempre funziona). Prevenzione: consulta tutorial come usare un telaio magnetico da ricamo per capire il serraggio senza frizione.
Dettagli piccoli “sporchi” Auto-convert su punto non adatto. Seleziona i run stitches -> Edit Objects -> cambia in Redwork o Backstitch.

Nota sulle versioni di CorelDRAW

Hatch e CorelDRAW sono entità separate. Un aggiornamento di Corel può interrompere il “Live Link” con Hatch 3 finché non esce una patch. Prima di aggiornare, verifica sempre le compatibilità sul sito Wilcom/Hatch.

Results

Seguendo questo flusso, trasformi un’operazione che sembra “solo grafica” in un processo ingegnerizzato e ripetibile. Hai:

  1. Usato Hatch CorelDRAW GEM per collegare grafica e punti.
  2. Taggato le forme corrette per forzare la logica Posizionamento/Tack/Copertura.
  3. Rifinito la resa con Blanket e Redwork.
  4. Verificato la sicurezza del risultato con la simulazione.

Il file finale deve comportarsi in modo prevedibile: Posizionamento -> Tack -> Copertura -> Dettagli.

Se stai passando dai test alla produzione, ricorda: il file digitale è valido quanto la preparazione fisica. Migliora stabilizzatore e aghi e valuta strumenti come telai magnetici o stazioni di intelaiatura per allineare la precisione reale a quella a schermo.