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Gestire i file in Hatch in modo professionale: la strategia dietro al software
Probabilmente hai già provato la “stanchezza da file”: quella sensazione frustrante quando hai migliaia di design da ricamo sparsi sull’hard disk e non riesci a trovare quella versione modificabile che ti serve.
In questa guida non ci limitiamo a cliccare pulsanti in Hatch Embroidery Software: impostiamo un flusso di lavoro digitale adatto alla produzione. Pensalo come l’organizzazione del laboratorio: se non sai dove sono gli attrezzi, non costruisci nulla.
Vedremo la distinzione fondamentale tra “file oggetto” (EMB) e “file punto” (PES, DST, ecc.), come mappare la tua libreria senza spostare i file e—soprattutto—come evitare la “trappola del ridimensionamento” che rovina la maggior parte dei progetti di chi inizia.
Il punto chiave: EMB vs. file macchina
Prima di toccare il software, devi capire cosa stai davvero modificando.
- File EMB (il progetto): sono file oggetto. Contengono la “struttura” del design. Quando ridimensioni un EMB, il software ricalcola i punti per mantenere la densità corretta. In pratica, è il formato giusto quando devi intervenire sul design.
- File macchina (il risultato cucito): sono file punto (PES, DST, JEF, VP3). Sono una sequenza di coordinate X/Y. Non “sanno” che una forma è un cerchio: sanno solo “pungi qui, spostati lì”.
Regola d’oro:
- Devi modificare? Cerca e usa l’EMB.
- Devi ricamare? Il file macchina va bene.
Se provi a ridimensionare un file punto del 20%, stai di fatto stirando o comprimendo punti già “fissi”. Risultato tipico: vuoti (se ingrandisci) oppure un ricamo rigido e troppo denso (se riduci).

Navigare nella Libreria Design di Hatch
Hatch ti permette di costruire una “libreria virtuale”. È un vantaggio enorme perché non sei obbligato a spostare fisicamente i file dentro cartelle specifiche di Hatch: puoi lasciarli dove sono (anche su disco esterno) e dire a Hatch dove cercare.
Flusso di lavoro:
- Apri la Toolbox a sinistra.
- Clicca Manage Designs.
Così l’interfaccia passa dalla modalità “Editor” alla modalità “Libreria”.

Struttura predefinita delle cartelle
Hatch crea automaticamente una cartella My Embroidery. Dentro di solito trovi:
- My Designs: ideale per i tuoi EMB originali (creati o modificati).
- My Machine Files: utile come area per gli export pronti per la macchina.
Esperienza da laboratorio: evita l’iper-organizzazione. Molti principianti perdono ore con strutture tipo “Animali > Cani > Barboncini”. Meglio categorie ampie e sfruttare la navigazione visiva con le anteprime.

Zona a rischio: file punto e ridimensionamento
Quando fai doppio clic su un design nella libreria, Hatch esegue un controllo. Se rileva un formato non nativo (per esempio PES o DST), mostra un avviso.
Passaggi:
- Fai doppio clic sulla miniatura del design.
- Conferma l’avviso Non-Native Design cliccando OK.

Perché questo avviso ti salva il lavoro
In pratica il software ti sta dicendo: “Non conosco le proprietà ‘intelligenti’ di questi punti. Se ridimensioni, non posso garantire la densità.”
Intervallo consigliato per i file punto:
- Zona sicura: +/- 10% di ridimensionamento. In genere è la soglia più prudente.
- Zona pericolosa: > 20% di ridimensionamento. La densità tende a degradare.
- Soluzione corretta: se serve un cambio misura importante, torna al file EMB (se disponibile) oppure valuta una nuova digitalizzazione.

Realtà di produzione: anche se a schermo un file punto ridimensionato “sembra ok”, sul tessuto può fallire.
- Controllo visivo: zoom al 100%. Le colonne di raso (satin) risultano troppo sottili o irregolari?
- Controllo “di macchina”: durante il ricamo ascolta la macchina. Un rumore “sordo” ripetuto può indicare che l’ago sta faticando su una densità diventata eccessiva.
Avvertenza: rischio di deviazione dell’ago. Riducendo un file punto, i punti si comprimono e la densità aumenta. Se diventa troppo alta, l’ago può deviare su un punto precedente, urtare la placca ago e rompersi. Indossa protezione per gli occhi e sorveglia sempre i primi minuti di una prova con file ridimensionato.
Se gestisci più formati per macchine diverse, mantenere una separazione ordinata evita la “zuppa di formati”. È una disciplina utile per non esportare o inviare il file sbagliato quando lavori con file per macchina da ricamo brother insieme a formati più “commerciali”.
Come mappare cartelle esterne (metodo “alias”)
È probabile che tu abbia una cartella tipo “Purchased Designs” da qualche parte nel PC. Ecco come farla vedere a Hatch senza spostare neanche un file.
Metodo “collegamento”:
- In Manage Designs, trova Manage Embroidery Library Locations (in fondo alla toolbox).
- Clicca Add.
- Naviga fino alla cartella Windows desiderata.
- Selezionala e clicca Include in Folder.
- Clicca OK.
La cartella comparirà ora nell’albero di Hatch e funzionerà come una cartella nativa.






Preparazione: il rituale “pre-volo”
Prima di ricamare quel design appena ritrovato, serve parlare di cosa succede alla macchina. Il software è coerente; la fisica no. Anche un file perfetto fallisce se la preparazione è approssimativa.
Consumabili “invisibili” e controlli pratici
- Aghi: stai usando un ago universale generico? Fermati. Per tessuti standard, usa un ago da ricamo 75/11.
- Controllo tattile: passa l’unghia sulla punta. Se senti un “impiglio” o una micro-scheggiatura, sostituiscilo.
- Tensione filo:
- Controllo manuale: tira il filo superiore con piedino alzato: deve scorrere senza resistenza. Abbassa il piedino e riprova: dovresti percepire una resistenza costante. Se “strappa” o va a scatti, pulisci i dischi tensione.
- Fissaggio leggero: tieni a portata una colla spray temporanea e una penna per marcature.
Albero decisionale per l’intelaiatura
L’intelaiatura è dove nasce gran parte degli errori. I segni del telaio (l’alone lucido/cerchio sul tessuto) sono nemici di un risultato professionale.
- Scenario A: produzione standard (canvas, denim) -> telaio standard.
- Tecnica: stringi finché il tessuto è “teso come un tamburo”. Picchiettandolo deve fare un suono sordo e netto.
- Scenario B: delicati/elastici (abbigliamento tecnico, velluto) -> opzioni magnetiche.
- Tecnica: un telaio magnetico da ricamo usa la forza magnetica invece della frizione: riduce i segni del telaio e facilita il posizionamento dello stabilizzatore.
- Percorso di upgrade: se stringere viti ti affatica polsi e mani, passare a telai magnetici è un miglioramento ergonomico sensato.
Checklist di preparazione (da non saltare):
- Controllo tipo file: hai aperto un EMB (modificabile) o un file punto (da usare quasi “così com’è”)?
- Limite ridimensionamento: se è un file punto, il ridimensionamento resta entro il 10%?
- Integrità ago: l’ago è dritto e affilato?
- Controllo spolina: l’area spolina è pulita e senza lanugine?
- Telaio in software: hai selezionato in Hatch la misura corretta del telaio per assicurarti che corrisponda a quello montato in macchina?
Avvertenza: sicurezza magneti. I telai magnetici da ricamo contengono magneti molto potenti. Rischio schiacciamento: non lasciare mai che due magneti si chiudano di scatto senza separatore. Dispositivi medici: tienili ad almeno 15 cm dai pacemaker.
Setup: ottimizzare per la ripetibilità
Una volta mappata la libreria, l’obiettivo è la velocità: passare da “file trovato” a “ago in movimento” in pochi minuti.
Il collo di bottiglia del “trovare”
Se hai migliaia di design, sfrutta il raggruppamento/organizzazione della libreria. Raggruppa per “categoria” (Natale, loghi, animali) più che per “tipo file”: nella pratica ti interessa l’immagine, non se è PES o DST, fino al momento dell’export.
Il collo di bottiglia dell’intelaiatura
Se devi fare una serie (per esempio molte magliette), l’intelaiatura manuale rallenta e peggiora l’allineamento.
- Sintomi di flusso di lavoro che non regge: loghi storti, altezze diverse tra capi, crampi alle mani.
- Soluzioni:
- Livello 1 (tecnica): marca ogni capo con una croce di riferimento.
- Livello 2 (attrezzatura): usa una stazione di intelaiatura per ricamo a macchina per mantenere telaio e capo in posizione ripetibile.
- Livello 3 (pro): combina una stazione di intelaiatura per macchina da ricamo con telai magnetici per massimizzare velocità e coerenza.
Checklist di setup:
- Visibilità cartelle: dischi esterni collegati e visibili in Hatch?
- Stabilizzatore corretto:
- Tessuti elastici = cutaway.
- Tessuti stabili = tearaway.
- Piano di allineamento: hai marcato il punto centro sul tessuto?
- Controllo “Trace/Contour”: esegui la traccia in macchina per verificare che l’ago non colpisca il telaio.
Operatività: gestione quotidiana della libreria
Questa sezione copre la manutenzione pratica delle cartelle mappate.
Rimuovere gli alias (pulizia)
A volte mappi una chiavetta USB solo per un lavoro. Quando hai finito, rimuovi il collegamento così Hatch non resta “in attesa” di un drive mancante.
- Vai su Manage Embroidery Library Locations.
- Seleziona il percorso cartella.
- Clicca Remove.
- Conferma: i file reali restano al sicuro. Hatch elimina solo il collegamento.



Quando “va bene così” non basta
Se vendi i tuoi lavori o li regali, una gestione file “abbastanza buona” non è sufficiente: servono backup.
- Regola 3-2-1: 3 copie dei dati, 2 supporti diversi (PC + disco esterno), 1 offsite (cloud).
- Perché: gli hard disk si guastano. Perdere una libreria curata di migliaia di design significa perdere un asset importante.
Checklist operativa:
- Save As: quando modifichi, salva sempre una nuova versione e conserva l’originale.
- Disciplina export: esporta nel formato macchina solo quando sei pronto a ricamare.
- Pulizia: rimuovi cartelle vuote dalla vista Libreria per ridurre il disordine.
- Backup: hai fatto il backup della cartella “My Designs” questa settimana?
Risoluzione problemi: la logica della riparazione
Quando qualcosa va storto, niente panico. Segui una logica: prima i problemi fisici (gratis/economici), poi le impostazioni (rapide), infine l’hardware (costoso).
| Sintomo | Causa probabile | Il “perché” | Soluzione |
|---|---|---|---|
| Hatch non apre un file | Formato errato | Hatch supporta molti formati, ma alcuni proprietari possono essere bloccati. | Verifica la compatibilità del formato. |
| Avviso “Non-Native” | È un file punto | Hai aperto un file macchina (PES/DST) invece di un file oggetto (EMB). | Clicca OK. Se ti serve una modifica importante, trova l’EMB o ridigitalizza. |
| Vuoti nel design dopo ridimensionamento | Densità compromessa | Hai ingrandito un file punto oltre una soglia prudente: i punti si allontanano. | Annulla il ridimensionamento. Rimani entro il 10% o usa l’EMB. |
| Rottura ago su ricami densi | Deviazione / calore | Troppi punti nello stesso punto, spesso dovuti a riduzione di un file punto. | Riduci la velocità e fai una prova; se necessario cambia ago in base al materiale. |
| Segni del telaio / lucidatura tessuto | Frizione | I telai standard comprimono le fibre per trattenere il tessuto. | Vapore per rialzare le fibre; per prevenire, usa telai magnetici da ricamo. |
| File mancanti in Hatch | Percorso interrotto | Hai spostato la cartella o scollegato il drive/USB. | Vai in Library Locations e rimappa la cartella. |
Indicazioni per crescere
Padroneggiare le funzioni di libreria di Hatch risolve il caos digitale: trovi gli asset in fretta e riduci il rischio di perdita qualità dovuta a ridimensionamenti sbagliati.
Quando passi da pezzi singoli a lotti più grandi, il collo di bottiglia spesso si sposta dal “trovare i file” al “mettere i capi in macchina”.
- Fase 1 (apprendimento): concentrati su tipi file (EMB vs file punto) e stabilizzazione.
- Fase 2 (hobby): organizza la libreria con la mappatura delle cartelle.
- Fase 3 (produzione): migliora il flusso fisico. Strumenti come le stazioni di intelaiatura non sono solo da fabbrica: sono per chi dà valore al tempo e alla salute di mani e polsi. Anche le migliori macchine da ricamo per principianti rendono molto di più se lavorano con file corretti e una buona intelaiatura.
Prossimo passo: apri Hatch, mappa una cartella “disordinata” e controlla che l’ago sia in perfette condizioni. Buon ricamo!
